Come si legge un’opera d’arte?

Un frammento del dipinto di Annamaria Gallo per il Torneo Incanto.

Siamo in un museo, persi tra tante meraviglie. Ecco, un dipinto ci guarda, ci chiede di venir interpretato, o per meglio dire: raccontato. È proprio quel che il Torneo Incanto ci propone, o per meglio dire sfida. Siccome 7 parole sono proprio poche, qui si tratta di scegliere una via, per non perdere di vista l’intenzione.

Ad esempio: potremmo puntare l’occhio sulla tecnica compositiva, quei colori sfumati che sanno di acquarello. Ogni tecnica ha infatti una sua intima ragione, mai viene scelta a caso. Anzi, in certo senso è la tecnica che sceglie l’artista, a ben vedere.

Oppure, come molti fanno, possiamo indagare il soggetto rappresentato, e nel caso del dipinto di Annamaria Gallo ci tocca fare i conti con forme e figure a prima vista deliziose e chiare, ma non semplici se riguardate nell’intero.

Infine, la poetica riguarda le intenzioni espressive dell’autore, o se preferite il “messaggio”, termine abusato e pure un po’ tranello. Insomma, la tecnica si chiede com’è fatto il dipinto, il soggetto indaga che cosa rappresenta, la poetica che cosa comunica l’opera in esame. Ma è sempre complicato rendere un’immagine in parole. Ed è questo forse il bello della sfida.

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In collaborazione con
ARTeCREA
Laboratori Espressivi

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