Collodi sapeva d’aver scritto un capolavoro?

Proprio per niente. Senti che cosa scriveva all’editore del Giornale per i bambini nella lettera che accompagnava i primi due capitoli dell’opera: «Ti mando questa bambinata, fanne quel che ti pare; ma se la stampi, pagamela bene per farmi venire voglia di seguitarla». I primi due capitoli uscirono il 7 luglio del 1881. Chi ci segue lo sa: il 7 luglio è proprio il giorno del nostro compleanno.
È difficile comprendere come un cinquantenne tutto sommato abbastanza anonimo come Lorenzini sia riuscito a comporre il libro italiano più famoso al mondo. A giudizio di Pontiggia, il toscano molto deve al fatto d’aver tradotto le fiabe di Perrault, dalle quali prende ritmo e tono, per tacer di alcune licenze e scene che esploderanno vivissime in Pinocchio.
Fatto sta che Pinocchio è l’unico mito classico che ci viene dall’800, o perlomeno così la intende Giorgio Manganelli; che aggiunge: «Per molti di noi la conclusione di Pinocchio – la trasformazione del burattino in ragazzino per bene – fu il primo trauma intellettuale». Un trauma tutto letterario, d’accordo, ma non meno certo e vero.
A te chiediamo di scriver di Pinocchio, di dar vita e risalto alle sue mille trame, ai tanti personaggi e scene. Hai 7 racconti a disposizione: che aspetti a far sentire la tua voce?
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